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31/03/10

Commenti

Marinella da Durban R.S.A.

Dolce Marianna, non mi dimentichero' mai la nostra prima esperienza all'estero (Berlino) quando tutti riuniti in un grosso stanzone all'Ufficio immigrazione per ottenere il permesso di lavoro naturalmente allargato a tutta la famiglia.
Le nazionalita' piu' disparate e lingue sconosciute, gli adulti seduti tutti intorno al perimetro della stanza e i bambini in centro a giocare fra loro, tutto normale all'apparenza se non fosse stato che gli adulti parlavano SOLAMENTE fra marito e moglie per via della lingua contrariamente ai bambini che per giocare USAVANO UN LINGUAGGIO UNIVERSALE - I GESTI, GLI SGUARDI e L'INNOCENZA.
Da piccoli gli esseri umani sono tutti ANGELI ma col crescere ..... SI GUASTANO come i frutti sugli alberi, i preconcetti e le diffidenze aumentano insieme all'esperienza e lo stile di vita.
Sono particolarmente felice di essere rimasta nell'anima una bimba con ancora tanta voglia di scoprire culture, Paesi e popoli perche' questa e' la migliore lezione quotidiana per tutta la mia famiglia.
Un abbraccio da Marinella

dragor

Come immigrato, ho esperienza in Burundi. A volte mi trattavano come spazzatura. Tutto il mondo è paese.
Scherzi a parte,la prima reazione di un popolo è quella di respingere gli stranieri. Gli indiani d'America facevano fuori i pionieri, i cinesi si chiudevano ermeticamente contro i barbari, i rwandesi hanno accolto i primi bianchi con lance e frecce. Per trasformare la diffidenza in confidenza occorre prima di tutto l'abitudine, poi un certo processo per il quale non tutti sono disponibili. Sia da parte dell'indigeno, sia da parte del migrante. E naturalmente occorre che ci siano risorse a sufficienza per tutti. Gli indiani, per esempio, rimproveravano ai bianchi di rubargli i territori di caccia indispensabili alla loro sopravvivenza.
Se dobbiamo fare un bilancio, possiamo dire che l'integrazione dei migranti è in gran parte fallita in Francia, in Inghilterra e in Germania, paesi che pure trattano la questione con approcci diversi. Se non vogliamo che succeda lo stesso anche in Italia, cerchiamo di capire quali sono i loro errori e di non rifarli. Ecco la domanda: quali sono gli errori? Un'ottima idea per un post.
Buon appetito Marianna, a presto

dragor (journal intime)



Eliane Micheluzzi

L'instruction, l'éducation l'acceptation des autres sont fondamentales pour le vivre ensemble, mais ce n'est pas une mince affaire. Les italiens, les espagnols et les portugais ont été acceptés mais ils n'ont pas été parqués dans des citès inhumaines et ont été intégrès assez facilement, malheureusement il n'est est pas de même avec les emigrants d'origine arabe et noire et là il y a un chantier énorme à construire, il y a trop de disparité et de pauvreté, il faut partager, trop de richesses d'un côté, trop de pauvreté de l'autre. Le partage et l'éducation rien de tel à mon sens, mais sans doute suis-je utopiste. Un abbraccio carissima...Eliane

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