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24/01/08

Commenti

Gian Contardo

Bella testimonianza.

marianna

Grazie Gian! Come stai? Stai preparando il nuovo post su Torino?
Guarda che io aspetto.
Un abbraccio. Marianna.

Fino

L'aver perdonato fa onore a Immaculè. E' una grande persona. Non so quanti al suo posto avrebbero fatto lo stesso.
Buon pomeriggio, Fino

marianna

Io ho letto il suo libro e t'assicuro è una bella e brava persona in senso lato.Al di là del fatto che è nata in Ruwanda e che ha vissuto tragiche esperienze.
Il libro lo edita "Il Corbaccio".Qualora volessi cercarlo.
Un abbraccio. Marianna.

dragor

La gacaca, che assomiglia alle riunioni di famiglia in cui si dispensano accuse e perdoni, è una commedia in cui ogni ruolo dura esattamente il tempo della recita, poi gli attori ridiventano quello che erano prima. L'Hutu, che è costretto recitare il ruolo del pentito per salvare la pelle, aspetta soltanto l'occasione di rifare fuori i Tutsi. I Tutsi che dicono di perdonare in realtà non hanno perdonato un bel niente. Come mi ha detto Colette, "dobbiamo vivere con i nostri assassini". Ecco la realtà.
A Immaculée che considera Dio giusto, bisognerebbe chiedere: che cosa dovrebbe fare per essere ingiusto? Poveretto, ce la mette tutta ma gli hanno incollato quell'etichetta... :-)

Buona serata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

La gacaca, che assomiglia alle riunioni di famiglia in cui si dispensano accuse e perdoni, è una commedia in cui ogni ruolo dura esattamente il tempo della recita, poi gli attori ridiventano quello che erano prima. L'Hutu, che è costretto recitare il ruolo del pentito per salvare la pelle, aspetta soltanto l'occasione di rifare fuori i Tutsi. I Tutsi che dicono di perdonare in realtà non hanno perdonato un bel niente. Come mi ha detto Colette, "dobbiamo vivere con i nostri assassini". Ecco la realtà.
A Immaculée che considera Dio giusto, bisognerebbe chiedere: che cosa dovrebbe fare per essere ingiusto? Poveretto, ce la mette tutta ma gli hanno incollato quell'etichetta... :-)

Buona serata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

La gacaca, che assomiglia alle riunioni di famiglia in cui si dispensano accuse e perdoni, è una commedia in cui ogni ruolo dura esattamente il tempo della recita, poi gli attori ridiventano quello che erano prima. L'Hutu, che è costretto recitare il ruolo del pentito per salvare la pelle, aspetta soltanto l'occasione di rifare fuori i Tutsi. I Tutsi che dicono di perdonare in realtà non hanno perdonato un bel niente. Come mi ha detto Colette, "dobbiamo vivere con i nostri assassini". Ecco la realtà.
A Immaculée che considera Dio giusto, bisognerebbe chiedere: che cosa dovrebbe fare per essere ingiusto? Poveretto, ce la mette tutta ma gli hanno incollato quell'etichetta... :-)

Buona serata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

La gacaca, che assomiglia alle riunioni di famiglia in cui si dispensano accuse e perdoni, è una commedia in cui ogni ruolo dura esattamente il tempo della recita, poi gli attori ridiventano quello che erano prima. L'Hutu, che è costretto recitare il ruolo del pentito per salvare la pelle, aspetta soltanto l'occasione di rifare fuori i Tutsi. I Tutsi che dicono di perdonare in realtà non hanno perdonato un bel niente. Come mi ha detto Colette, "dobbiamo vivere con i nostri assassini". Ecco la realtà.
A Immaculée che considera Dio giusto, bisognerebbe chiedere: che cosa dovrebbe fare per essere ingiusto? Poveretto, ce la mette tutta ma gli hanno incollato quell'etichetta... :-)

Buona serata, a presto

dragor (journal intime)

marianna

Bravissimo Dragor, ce l'hai fatta il commento è comparso.
Come ti dicevo su JI è naturale che tu mi commenti il personaggio in questa angolazione.La posizione di Immaculée è diversa dalla tua perchè lei è cattolica ed il perdono lo vive cristianamente.Sicuramente con non poche difficoltà,dati gli eventi di cui è stata vittima comunque.
Per i tribunali popolari sono convinta anch'io che le cose vanno proprio come dici tu. E non mi meraviglio perchè l'uomo è perfettibile ma non perfetto.
Ti abbraccio ancora e ti rinnovo la buona notte.
A domani. Marianna.

dragor

Bonjour Marianna, c’est moi Dédé. Amakuru, comme on dit chez nous. Mon mari m’a traduit votre post qui me parait très bien mais je voulais vous dire ne croyez pas au gacaca. C’est pour faire avouer les assassins, ensuite on les empoisonne. Et je ne suis pas d’accord avec Immaculée qui s’appelle comme ma sœur qui est a Kigali avec Mama. On ne pardonne pas à ces choses-là. Nous les Tutsis nous sommes comme les Juifs, on n’oublie jamais.
Big bisous, ciao

Dédé

D'IO

Ciao Marianna :) son tornato. Auguri a Immacule'e pure da me! capisco il perdono cristiano ma non si può non constatare, nei fatti, che se Dio è stato buono con lei non altrettanto lo è stato con la sua famiglia etanti, tantissimi altri...Dio lascia fare...ma siamo sicuri c'entri Dio???

marianna

Carissima Dedé è una gioia inaspettata e quindi molto godibile leggerti perchè desideravo da tempo poter parlare con te. Questo perchè la terra dove sei nata e che io amo è tua non di Dragor.
Quello che tu senti e mi comunichi mi consente di essere in situazione,lì dove mi piacerebbe essere, più di quanto possano libri e libri di storia o testimonianze indirette.
In breve io desidero davvero cogliere l'anima africana attraverso persone che lì sono nate e vissute.
Qualcuno potrebbe dirmi che è ingenuo da parte mia questo sentire perchè il mondo e gli uomini sono gli stessi a qualunque latitudine.Non importa.Mi piace sognare.Quelle persone africane che ho avuto modo di conoscere anni addietro mi hanno fatto vivere delle grandi emozioni per la loro sensibilità e delicatezza.
Non riesco a spiegarmi bene.Ti faccio un esempio per farti capire chi sono io. Come io sento. Tu da donna a donna mi capirai benissimo.
Una mia amica ha fatto un viaggio in Tanzania di recente.L'ho incontrata in Sardegna al rientro. Come si fa quando qualcuno parte,lei mi ha chiesto cosa volessi dall'Africa.
Ebbene, Dedé, io le ho chiesto mi portasse della terra d'Africa. Lei lo ha fatto.In ogni luogo che ha visitato, ha raccolto della terra, che poi ha confezionato dentro delle scatolette con tanto di nome della località.Il tutto dentro un sacchetto con tante stelline dorate.
Una roba da matti, dirai tu.
E' stato un bellissimo regalo.
Per quel che riguarda ciò che mi dici, credo a te come del resto a Dragor.
Non è facile perdonare.Se Immaculée Ilibagiza c'è riuscita, meglio per lei.
Umanamente non è facile ed io al suo posto non so se ci sarei riuscita.Questo indipendentemente dalle credenze religiose.
Lei sarà speciale.
I gacaca possono essere un trabocchetto.Hai ragione a dirmi di diffidarne.
Mi piace molto l'accostamento che fai tra Tutsi ed Ebrei, due grandi popoli.
Dedè ti aspetto ancora. Non ti ho scritto in francese perchè volevo dirti tanto e volevo venisse fuori di getto.
Lo farò in seguito. Ti capisco benissimo.
Ti abbraccio con tanto affetto e stima. Bacioni.Marianna.

marianna

Carissimo Dragor non potevi farmi regalo più gradito che passare la tastiera a Dedé.
Tu non sai quanto mi hai fatto felice.
Mi dispiace solo d'essere arrivata un po' più tardi dei miei soliti orari.Ma, a fine settimana,si arriva sempre un po' con l'affanno.
Grazie di tutto. Un abbraccio. Marianna.

marianna

Ciao, Francesco.Anche il tuo ritorno è un regalo per me. Come stai?
Il libro di Immaculée secondo me va letto.
Dico questo per cercare una risposta a quegli interrogativi che tu ,io e tanti altri giustamente ci poniamo.
Poi possiamo essere o non essere d'accordo con lei.Non è questo il problema.Intanto è una testimonianza diretta. La sua e quella di Dedé si affiancano, punti di vista diversi,stesso dramma però vissuto sulla propria pelle. E noi dobbiamo loro del rispetto. Nient'altro.
Saper ascoltare.
Un abbraccio e non sparire.
Con simpatia, Marianna.

dragor

Cara Marianna, dovro' diventare traduttore full time... :-)

In realtà non basta dire "ti perdono" per perdonare, perché non si puo' perdonare a comando. Avevo anche scritto un post sull'argomento. Il perdono è un processo lungo e complicato che sfugge al controllo razionale. Se la gente se ne rendesse conto, al mondo ci sarebbe meno ipocrisia. Un errore delle religioni è quello di credere che tutta la vita psichica si svolga al livello superiore e che le cose siano quello che sembrano. Si tratta di un approccio molto primitivo che non permette la costruzione di un valido metro di giudizio.

A proposito di terra, tempo fa anch'io ho portato della terra rwandese ai rifugiati Tutsi in Burundi.

Non preoccuparti degli orari, un blog è sinonimo di libertà. Un abbraccio, buona giornata

dragor (journal intime)

riccardo fenizia

complimenti per il bellissimo articolo...proprio ora ho terminato la lettura del libro di Immaculee...sono rimasto assai colpito, lo consiglio adesso a chiunque incontro, insegno nei licei e lo porto anche a scuola....sarebbe bello poterla invitare qui a Napoli dove a volte si vive (alcuni vivono o sono costretti a vivere e nesssuno lo sa a livello pubblico...solitudine e disperazione) come in Ruanda ma ogni giorno da anni...e crediamo di essere in Italia..

saluti da Riccardo

marianna

Caro Riccardo, mi fa piacere che tu abbia letto il libro e che ti sia piaciuto.
E fai benissimo a consigliarlo agli amici e agli studenti, perchè bisogna conoscere quanto è accaduto nel '94 in Rwanda e sopratutto non dimenticare.
Domattina parlerò nuovamente di Rwanda nel blog.
Perciò ti aspetto.
Anch'io sono un'insegnante(italiano e storia nei tecnici) solo un po' più avanti negli anni di te. E ....stupisci: sono nata a Napoli(Posillipo) anche se vivo in Sardegna(Olbia) da 37 anni.Ci sono venuta proprio per insegnare e non sono più ripartita.
Grazie per essere intervenuto.
Un caro saluto da Olbia a Napoli.
Ciao, Marianna.

mahoro

sono molto contento di tutti voi che avete il coraggio di scrivere qualche cosa sul mio paese.
Non importa se vero o falso perché la realtà può essere in qualche modo conosciuta ma riccordiamoci che la Verità è tutto altra cosa. Comunque il Rwanda è un paese che ha sofferto tanto, ma l'impegno di tutti voi è più grande di quanto lo pensate.
una cosa devo dire. Non è vero che i tutsi non hanno perdonato, non è nemmeno vero la frase sctitta qua sopra che i huttu aspettano il momento per uccidere di nuovo...mai prendere una parte per il tutto.
se non si cade nello stesso errore.
La pace va cercata non lontano ma dentro di noi stessi.
un rwandese cristiano.

marianna

Io sono cristiana,Mahoro, e apprezzo molto ciò che scrivi e pensi.
Io sono con te.Anche se so che perdonare non è facile specie in circostanze come quelle del genocidio.
Chi ci riesce ha tutta l'ammirazione e la stima che merita.
Perdonare è divino!
Ti abbraccio.
Marianna(Ukundimana).

morez

Non mi sento capace di interpretare i sentimenti di chi ha vissuto in prima persona vicende come quella del rwanda. Vorrei solo aggiungere un pensiero, un contributo, se possibile, a quanto qui già scritto. C'è un sottile, ma netta distinzione tra la riconciliazione ed il perdono. Non sotto il profilo teologico cristiano. I due termini, in questo ambito, coincidono. Ma le due parole hanno un significato diverso. La riconciliazione tra due parti in lite non arriva a richiedere il perdono. Si limita all'interruzione delle ostilità, al ricostruzione di condizioni di convivenza minimali, la rinuncia alla vendetta. Il perdono è, se si vuole, il perfezionamento di questo, ed è il risultato di lungo e doloroso percorso interiore e personale. Dragor ha ragione, secondo me, in questo.

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