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22/03/18

Commenti

FLAVIO BASSI

SOMALIA, ex colonia Italiana per quasi mezzo secolo. Fino a vent'anni fa "tracce italiane" erano ancora reperibili, soprattutto nelle fascie più anziane della popolazione, quelle che hanno avuto contatto diretto con noi Italiani (spesso ex Ascari o Dubat, truppe irregolari che combattevano per l'Italia, fedelissimi peraltro). Concluso questo "cappello", il fatto più drammatico è che la Somalia resta probabilmente uno dei Paesi più disastrati dell'Africa. Un cumulo di macerie conseguenza di uno stato di guerra pressocchè ininterrotto da trent'anni. Il tempo dei "signori della guerra", fra cui il famoso Generale Aidid, ha causato migliaia di vittime innocenti e un clima di persistente insicurezza. Fame, malattie, torture, mutilati di guerra, distruzione generale di tutte le città principali, come la capitale Mogadiscio. Quella fase si è esaurita....da sola. Nel '93 l'operazione d'intervento militare internazionale finalizzata a proteggere, sostenere la popolazione e contrastare i "Signori della guerra" fu una catastrofe. Noi Italiani subimmo una terribile umiliazione militare (Battaglia del "Check Point Pasta"), in cui morirono tre sottoufficiali di leva e vi furono 28 feriti gravi, ma agli Americani toccò una sorte ancora peggiore, devastante sul piano dell'immagine e del morale. Finito quel recente passato, ora c'è AL SHABAB, estremisti islamici assimilabili ad Al Quaeda e attivi anche in Kenya, con probabli contatti con Boko Haram (Nigeria). Le azioni terroristiche di Al Shabab sono ancora più destabilizzanti e distruttive rispetto al periodo dei "Signori della guerra". AMISOM è stata, di fatto, una missione inutile, ininfluente e costosa. Questo è l'Onu....conclusione: la Somalia non conosce pace da trent'anni. Il Paese non esiste in pratica. Pensare che l'esercito somalo sia in grado di risolvere questa situazione cronica è da pazzi. Le "Forze di Sicurezza somale" non sono sicure neanche di sè stesse, perchè non è certo nemmeno il governo della Somalia. Io non capisco (e ne sono rattristato) come sia possibile ipotizzare un processo di pacificazione in Somalia, paese che non ha più niente. Niente nel senso che oltre la violenza, non ha più strade, città integre, edifici abitabili, sicurezza sociale (è un crocievia di criminalità comune locale e di traffici illegali internazionali, gli stessi per i quali persero la vita i "nostri Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nel 94, della cui causa non si conosce praticamente nulla!!!). E' ora che la Somalia torni al centro della Comunità Internazionale in modo serio e incisivo. Perchè è inaccettabile che questo paese africano non conosca tregua da decenni e non sia minimamente considerato dai media, a parte giornalisti seri come Marianna Micheluzzi. L'Italia...lascio perdere, perchè ha perso ogni contatto legale con la Somalia e, nella situazione politica in cui si trova francamente non vedo come potrebbe rendersi utile. Flavio Bassi

marianna06

Grazie, Flavio Bassi, per questa ricca ed esauriente esposizione della situazione in Somalia dalla fine del colonialismo ai nostri giorni.
Anche in Somalia come in Burundi (con le dovute differenze storiche) l'opinione pubblica internazionale latita (per non dire di peggio),cioè non fa sentire la propria voce e chi potrebbe e dovrebbe fare( istituzioni internazionali) lascia che le cose vadano di male in peggio senza rispetto alcuno per la dignità dei cittadini somali alla mercé degli al Shabaab e non solo.
Per tacere del vergognoso silenzio sulle reali responsabilità(chi sono i veri autori dei crimini?) negli assassinii della giornalista Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin.

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