In occasione della "Giornata mondiale per la Tolleranza Zero", un Rapporto ONU ci comunica una notizia molto positiva.
Grazie all'impegno di un programma di educazione alla salute ,voluto sia dalle Nazioni Unite e accettato in contemporanea dagli stessi governi dei Paesi dell'Africa subsahariana, si è ridotta di molto la pratica dell'escissione per la popolazione femminile di età adolescenziale e preadolescenziale in quei contesti.
Il programma era partito nel 2008 e, nell'arco di tre anni completi, secondo i dati ONU, oltre 8000 comunità hanno abbandonato definitivamente tale pratica.
Solo nel corso del 2011 così a non praticare più mutilazioni genitali femminili sono state ben duemila comunità.
Naturalmente il programma di educazione sanitaria prosegue con il coinvolgimento anche di leader religiosi (musulmani) e di leader di comunità, quelli legati alle credenze tradizionali, che in Africa, in alcune zone, permangono.
Si calcola tuttavia che sono ancora in ballo almeno altre 18 mila comunità da educare ma le aspettative, a detta di chi ci lavora, sono più che positive.
L'adesione , specie quella delle donne ovviamente , è stata massiccia.
Sappiamo tutti che quella delle mutilazioni genitali è una pratica disumana, che crea grandi sofferenze e sopratutto assenza di piacere nelle giovani donne al momento dell'atto sessuale.
Per non parlare poi delle complicazioni che può comportare sul piano della salute in senso stretto quando gli ambienti, dove l'intervento avviene, lascia notevolmente a desiderare per scarsa igiene.
L'Africa, che guarda al domani ,e la sua popolazione giovanile odierna, femmine e maschi insieme, desiderano vivere la loro sessualità normalmente come tutti i loro coetanei nel mondo.
Desiderano liberarsi, e al più presto, di certe discutibili tradizioni ,che non hanno più ragion d'essere e, al contempo, salvaguardare la propria salute.
Se qualche resistenza s'incontra è purtroppo nei villaggi un po' isolati .
Sopratutto per l'autorevolezza di cui godono le generazioni anziane.
Ma anche qui la sfida è molto motivante e il desiderio di superare l'ostacolo, per chi lavora al programma, è notevole.
A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
Sono diventata allergica ai rapporti dell'ONU, dell'UNICEF, della FAO ecc. ecc. perché sono compilati da funzionari che vivono nel lusso in posti da favola e lontani anni luce dalla realtà, spendendo il 75% dei loro introiti.
Per non parlare delle istituzioni religiose che fanno di tutto perché il popolo rimanga ignorante così da poter essere manipolato al solo scopo di lucro .... perché più aumentano le malattie più aiuti umanitari si possono accaparrare.
PESSIMISTA??? Purtroppo si. Ho visto con i miei occhi come si aiuta l'Africa dall'alto di certe organizzazioni.
Ti abbraccio.
Marinella
Scritto da: MARINELLA | 09/02/12 a 11:15
Anch'io in parte prendo con il beneficio d'inventario le cifre dei rapporti.
Ma qui abbiamo solo questi dati accanto a quelli che ci fornisce la contro-informazione.
Non siamo proprio ingenui.
Jambo Africa, comunque, informa principalmente.
E non potrebbe essere diversamente dal momento che non si è sul campo.
Anche se devo dire, modestia a parte, che le informazioni di J.A. a volte sono più ricche e attuali di chi, stando in loco, dovrebbe fornirne di specifiche .
Non lo dico io ma me lo conferma Dragor per il Rwanda, e i miei amici dal Tanzania e dal Mozambico. E sono tutte persone, tra l'altro, che utilizzano quotidianamente internet come me, che sono in Italia.
Affettuosamente... la mia buona notte.
Marianna
Scritto da: marianna | 10/02/12 a 22:01